sara's personal blog


Benvenutə sul mio blog personale! Qui troverai articoli (chiamiamoli così per non chiamarli sproloqui) di qualsiasi genere e sui più disparati argomenti. Grazie mille se leggerai anche solo uno di questi.


25 aprile 2026

Trascrizione dell’intervento durante il corteo per i festeggiamenti del 25 Aprile tenutosi a Ferrara. Il discorso è stato scritto in rappresentanza della collettiva transfemminista OUT!* (di cui faccio parte).


25 aprile 2026. Sono passati ottantuno anni dalla liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal fascismo; si tratta di una data che ha plasmato la vita di ogni singola persona qui presente.Il primo passo che il fascismo compì fu attaccare i cittadini dove sarebbe stato più difficile per loro difendersi, ovvero la legge. Questo avvenne lentamente e senza clamore, e quello che doveva essere uno strumento di tutela divenne un coltello che lo Stato Fascista teneva dalla parte del manico.Oggi, almeno sulla carta, non viviamo più sotto una dittatura, ma sarebbe ingenuo da parte nostra pensare che la Storia abbia cessato la sua influenza. Ecco allora che, guardando bene, possiamo notare meccanismi che si ripetono, sotto forme diverse e quindi più difficili da riconoscere.La legge è ancora il punto dove siamo più vulnerabili e a fare più rumore sono le mancanze.Manca, per esempio, una legge chiara e ferrea sul consenso. La modifica dell’articolo 609-bis, che attualmente è in stand-by, dovrebbe essere solo il primo passo. Il consenso non è un concetto che si esaurisce nell’ambito sessuale, ma rappresenta un principio giuridico e civile molto più ampio: è il fondamento di ogni relazione libera tra individui e tra individuo e Stato. Il nostro ordinamento lo richiama in numerosi ambiti: dal diritto sanitario, dove l’articolo 32 della Costituzione stabilisce che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, fino alla disciplina dei contratti, dove il consenso delle parti è elemento essenziale ai sensi dell’articolo 1325 del codice civile. Eppure, proprio dove il consenso dovrebbe essere più esplicito e tutelato, cioè nella sfera dell’integrità personale, la normativa continua a basarsi su formule che lasciano spazio all’interpretazione, come la violenza o la minaccia, invece di affermare in modo netto che senza consenso non può esserci alcuna legittimità.Allo stesso modo, resta incompleta e frammentaria la disciplina sulla rettifica di genere. La legge del 14 aprile 1982, n. 164, che ha introdotto la possibilità di modificare l’attribuzione di sesso nei registri dello stato civile, ha rappresentato un, per quanto piccolo, passo storico, tuttavia oggi mostra tutti i suoi limiti. Nonostante le evoluzioni giurisprudenziali, tra cui le sentenze della Corte Costituzionale n. 221 del 2015 e n. 180 del 2017, che hanno chiarito come l’intervento chirurgico non sia un requisito obbligatorio, il percorso resta lungo, medicalizzato e spesso subordinato a valutazioni giudiziarie invasive. Manca una legge aggiornata che riconosca pienamente l’autodeterminazione della persona e che possa semplificare le procedure, garantendo diritti fondamentali senza costringere chi li richiede a esporsi a percorsi giudiziari complessi e diseguali, o addirittura a dover lasciare il paese per veder riconosciuti i diritti sul proprio corpo e sulla propria identità.E mentre questi fondamentali strumenti per la protezione e libertà del cittadino vengono messi da parte, ecco che negli ultimi anni abbiamo visto crescere norme che restringono il fondamentale diritto di manifestare e protestare.
L’articolo 17 della Costituzione riconosce il diritto dei cittadini di riunirsi pacificamente e senz’armi, ma negli ultimi anni si sono moltiplicati interventi normativi e amministrativi che ne limitano l’esercizio. Dal cosiddetto “Decreto Sicurezza”, fino alle più recenti disposizioni in materia di ordine pubblico, si è assistito a un progressivo inasprimento delle sanzioni per blocchi stradali, occupazioni e forme di protesta non violenta. In alcuni casi, strumenti pensati per contrastare situazioni di emergenza sono stati estesi fino a incidere sulla libertà di dissenso, creando un equilibrio sempre più fragile tra sicurezza e diritti fondamentali.
Ma i cittadini, noi cittadini, non abbiamo smesso di far sentire la nostra voce. Con la vittoria del NO al Referendum Giustizia del 2026 abbiamo dimostrato di non aver scordato cosa accadde ottantuno anni fa. Con i nostri voti abbiamo lanciato un segnale forte alla Maggioranza attualmente al Governo, ma questo deve essere solo il primo e non un caso isolato.Ottantuno anni fa la libertà è stata riconquistata da chi ha dato la vita pur di non accettare un’ingiustizia che sembrava inevitabile. Oggi non ci viene chiesto di compiere lo stesso sacrificio, in quanto abbiamo il privilegio di non vivere in una zona del Mondo devastata dalla guerra, ma non di meno ci viene chiesto di fare attenzione. Ci viene chiesto di riconoscere quando qualcosa non va, quando i diritti vengono violati, quando libertà individuali o meno vengono compromesse.E ci viene chiesto di porci una domanda: cosa stiamo facendo oggi, noi, con la libertà che abbiamo ereditato?


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29/04/2026: Intervento del 25 Aprile.
27/06/2026: La mia esperienza lesbica.


la mia esperienza lesbica

Come ho sbrogliato la matassa del mio orientamento sessuale a ventiquattro anni.


In onore del Pride Month (o meglio, della sua fine ormai) ho deciso di parlare di come sono arrivata a capire chi sono oggi, premettendo - però - che non per forza questa è la “fine del viaggio”. Ci sono molte persone queer che, in un dato momento della loro vita, capiscono di “essersi sbagliate”. Non tuttə arriviamo alla “giusta conclusione” al primo tentativo.Avevo già in mente di scrivere qualcosa del genere, ma la spinta finale l’ho avuta grazie a questo articolo qui. Vi consiglio di leggerlo! Nel mio caso, però, parlerò prettamente della mia esperienza personale e non andrò ad analizzare nello specifico altre fonti (per esempio, il Lesbian MasterDoc).Dunque, facciamo un riassunto. Queste sono state le mie “bandiere” nel corso degli anni:

2014:

Ho iniziato a farmi domande dopo che la mia migliore amiche delle medie si è dichiarata a me.

2015/2016:

2017/2018:

2019-2021:

2022/2023:

Dal 2024 a oggi: